BOLOGNA, 16 APR. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri collettivi e soltanto per tempo determinato e per oggetti definiti.

Sembra quasi una litania, il coro di voci che recitano gli articoli 70 e 76 della Costituzione. In piazza Santo Stefano, il folto gruppo di persone che accerchia l’inviato di Annozero Sandro Ruotolo e il piccolo schermo che trasmette la diretta tv risuona del “mantra” simbolo della protesta.

Per tutta la durata del programma le voci si sono accavallate l’una sull’altra, per rivendicare uno dei princìpi fondamentali della nostra democrazia, ad eccezione dei circa sei minuti dedicati all’editoriale di Marco Travaglio, durante il quale qualcuno ha pure azzardato un “ssh!” per provare a zittire il vocìo confuso che sovrastava l’audio.

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Mentre, nello studio Rai, Gino Strada spiegava ad un esuberante Ignazio La Russa e al politologo statunitense Edward Luttwak la differenza fra “missione di pace” e “guerra”, un altro corteo di protesta attraversa la piazza bolognese, con tanto di fumogeni e megafoni, al grido di “lavoro e diritti!”. Qualche applauso dal pubblico di Annozero, e qualche voce che si alza un po’ più forte delle altre per cercare di sovrastare gli slogan.

Parte la diretta con Annozero: l’ “omelia laica” diventa più forte, i manifestanti quasi gridano. “Noi testimoniamo con un mantra per invitare alla meditazione, senza simboli e senza identità politiche”: queste le parole del filosofo Stefano Bonaga, portavoce ufficioso del gruppo, nonostante qualcuno (poi ripreso) esibisse spille di chiara appartenenza politica.

Al virare del dibattito sull’argomento della guerra, i manifestanti hanno cominciato a recitare anche l’articolo 11, che sancisce il ripudio della Repubblica per la guerra, a dimostrazione del supporto a Gino Strada e alla sua fondazione non governativa che, purtroppo, è al centro della discussione politica per i tristi eventi dei giorni scorsi.

Una protesta, quindi, ma anche un’occasione per ricordare le fondamenta della nostra Repubblica e della democrazia di cui dovrebbe essere esempio.

Diletta Sarzanini.

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