IMOLA, 15 APR. – Sarà effettuata domani l’autopsia sul corpo di Alessandro Tasselli, il motociclista 35enne morto lunedì scorso all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola dopo il terribile schianto contro un muro di protezione in corrispondenza della Nuova Variante Bassa; l’autopsia è stata richiesta dal pm Flavio Lazzarini della Procura di Bologna per accertare lo stato generale di salute della vittima al momento dell’incidente ed escludere l’eventuale interazione di stupefacenti o alcol nel suo comportamento.

Parallelamente procedono gli altri filoni di indagine: quello volto ad approfondire gli aspetti relativi all’organizzazione delle giornate di “accesso libero” al tracciato e alle misue di sicurezza prese dal gestore del circuito; quello relativo alle perizie tecniche e meccaniche sulla motocicletta della Honda Vtr 1000; infine, gli accertamenti sulle caratteristiche sulla controversa Nuova Variante Bassa, una chicane di nuova creazione, già oggetto di critiche.

A chiarire i dubbi sulla dinamica dell’incidente, contribuiranno inoltre i filmati ripresi dalle telecamere di sicurezza installate all’interno dell’Autodromo, soprattutto quello girato in prossimità della chicane incriminata, poco oltre il traguardo.

Intanto, Fabio Delbianco, uno dei motociclisti presenti in pista al momento dello schianto, ha rilasciato la sua testimonianza alla redazione di Romagna.it: “La pista era in ottime condizioni, temperatura sui 16 gradi, sole. Ho visto il luogo dell’incidente e posso dire, anche suffragato da testimonianze d’altri piloti, che si è trattato di un errore di valutazione del pilota. “Al primo giro – continua Delbianco -, si è fiondato dentro l’ex rettilineo a velocità folle, rendendosi conto solo all’ultimo che quello, era un vicolo cieco. Ha tentato una disperata frenata, ma non ha potuto ovviamente fermarsi visto che il punto di frenata per fare la variante è almeno 200 metri prima”.

Essendo al suo primo “giro”, Tasselli ha pagato per la sua leggerezza, tipica degli inesperti: questa è la tesi di Delbianco. Che raccomanda: “E’ buona regola imparare prima per bene il tracciato e man mano aumentare il ritmo. Girate sempre ad un’andatura adeguata alla vostra conoscenza della pista: se non la conoscete bene, è inutile andare a tutta.

Necessario, in ultimo, il saggio consiglio di Delbianco a tutti gli appassionati delle due ruote che sperimentano il tracciato di Imola: “Siete lì per divertirvi, non per vincere un mondiale”.

Sara Deriu

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