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BOLOGNA 14 APR – È dell’ultima ora la notizia che il Comune di Bologna ha revocato l’applicazione del provvedimento relativo al Pacchetto Sicurezza in riferimento alle iscrizioni presso gli asili nido dei figli di immigrati stranieri. La scelta del commissario Anna Maria Cancellieri di richiedere ai genitori stranieri, come requisito indispensabile ai fini dell’iscrizione dei loro figli, il regolare possesso del permesso di soggiorno aveva sollevato un tale polverone nella comunità bolognese da indurre lo stesso commissario a rivolgersi al Ministro degli Interni per la soluzione della delicata questione.

Palazzo d’Accursio non ha perso tempo a comunicare alla cittadinanza la rapida decisione del Ministero a consentire l’accesso al nido anche ai figli di quegli immigrati le cui sorti sono precarie per la mancanza del permesso di soggiorno.

La nota del Ministero chiarisce che l’iscrizione è consentita in virtù della Legge regionale n.1/2000, art.2 che definisce il nido d’infanzia “un servizio educativo e sociale di interesse pubblico”. E’ stata, quindi, riconosciuta la natura formativa del servizio sancendo l’inviolabilità del diritto del minore ad accedervi soprattutto quando il libero accesso all’istruzione senza discriminazione è espresso dalla Costituzione (art.34) della nazione in cui tutta questa faccenda si è creata. Cose italiane!! Eppure con una maggiore sensibilità, sempre rispettosa della Legge, tutta questa polemica si sarebbe potuta evitare risparmiando agli immigrati l’ulteriore umiliazione di non poter permettere ai loro figli di condividere con altri bambini un importante momento di crescita. Quanto all’Amministrazione, forse, si sarebbe anche risparmiata la magra figura di non avere fatto un uso saggio della Legge pur avendola “a portata di mano”.

Fabienne Bellizzi

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