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Bologna, esplode la guerra del latte fresco Bologna, 14 Aprile Fra i due litiganti il terzo gode. Un vecchio detto che, però, riassume al meglio la situazione che si è venuta a creare fra Bologna e la via Emilia. Forse qui i litiganti sono più di due, in quanto hanno schierato gli eserciti, colossi come Granarolo, Parmalat, Coop e Conad, ma sicuramente almeno per ora c’è qualcuno che gode della situazione ovvero i consumatori. Allarmati invece sono sia i sindacati che i produttori.

La guerra del latte fresco assume quindi contorni particolari e soprattutto fa di tutto per coinvolgere le masse, vero ago della bilancia. Sarà il popolo a determinare il vincitore e non la conta dei caduti e dei superstiti.

A dare il via alla guerra era stata Coop, ad inizio anno, tagliando i prezzi di 15 centesimi per evitare di rimanere indietro e per non rischiare di avere gli scaffali pieni di latte. Da 1,15 euro si era passati a 1 euro per cercare di sottrarre clienti a Granarolo.

Conad non era rimasta a guardare. Intenta anche lei a rubare mercato a Granarolo aveva puntato a vedere un litro di latte a 1,15 euro.

Granarolo così ha perso terreno passando dal 30 al 26,5% di latte fresco venduto. La società felsinea, non sta però certo a guardare e così l’ 8 marzo lancia una promozione che fino a maggio vede il latte “Alta qualità” e il parzialmente scremato al prezzo fisso di 1,29 euro. Il prezzo originario corrispondeva a 1,38/1,60 al litro.

Parmalat,allora, tappezza Granarolo e soprattutto via Cadriano di manifesti per pubblicizzare gli sconti annunciando così l’ultima promozione lanciata per contrastare quella del colosso bolognese. Nella pubblicità si può leggere che ‘Ala’ costa solo 1,09 euro al litro. Spam o overload della stessa informazione per attirare a sé il maggior numero di acquirenti. Tutto per non rimanere indietro. Impossibile per lei non prendere parte alla guerra.

Per ora i consumatori sembrano però maggiormente tentati dal latte che viene da lontano e dai prezzi super ribassati dei Discount.

I sindacati rimangono preoccupati e allarmati da tutta la situazione. Secondo alcuni la corsa ai ribassi dei prezzi è avvenuta in modo poco ponderato e il pericolo maggiore rimane quello che in futuro potrebbero essere gli stessi lavoratori a farne le spese. Sul fronte della preoccupazione si sintonizzano anche i produttori che prevedono un ribasso dei guadagni.

La guerra del latte fresco però continua e solo i consumatori potranno incoronare il vincitore.

Alessandra Solmi

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