BOLOGNA, 9 APRILE Ha chiesto di poter scontare i domiciliari in una parrocchia della provincia bolognese, l’uomo che nel giugno del 2009 è stato arrestato per abusi sessuali su un dodicenne e che per questo reato sarà giudicato domani con rito abbreviato dal Gup Andrea Santucci.

La richiesta, giunta in Procura lo scorso autunno, era corredata dalla lettera del parroco, che assicurava di essere amico dell’accusato e si dichiarava disponibile ad ospitarlo presso la sua chiesa. Alla base di tale esigenza, la grave malattia di cuore che affligge il pedofilo che gli avrebbe impedito di vivere in solitudine la sua condanna.

Il pm Alessandra Serra ha sottoposto tempestivamente la singolare richiesta alla Curia di Bologna, nella persona del Vescovo vicario Ernesto Vecchi, sottolineando il pericolo che una potenziale permanenza dell’uomo accusato avrebbe generato in una parrocchia molto frequentata da bambini e ragazzi. Pienamente d’accordo con la posizione della Procura, Monsignor Vecchi si è  dichiarato immediatamente contrario a una simile soluzione, troncando sul nascere l’iniziativa del parroco, peraltro presa senza chiedere la necessaria autorizzazione alla Curia.

Ora l’uomo, cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, vive nella sua casa assieme alla figlia adulta.

A far scattare le manette, nel giugno 2009, le accuse del dodicenne che, recatosi nella casa dell’uomo – conosciuto da tutti, ben inserito in parrocchia, la classica persona di cui ci si può fidare – subì le violenze, e trovò immediatamente il coraggio di denunciarle ai Carabinieri.

Vittima e accusato vivono entrambi in un piccola frazione del bolognese, ma non la stessa della parrocchia che avrebbe potuto ospitare il pedofilo, in caso di parere favorevole di Curia e Procura, parere che per fortuna non è arrivato.

Sara Deriu