BOLOGNA, 8 APR. – Un network europeo di scienziati coordinati da Uberto Pagotto, endocrinologo dell’Università di Bologna, ha trovato la chiave per creare un farmaco anti-obesità che non abbia effetti collaterali, quali ansia e depressione. La ricerca condotta sui topi ha dimostrato che, spegnendo i recettori dei cannabinoidi CB1 (il bersaglio di farmaci anoressizzanti come ‘Rimonabant’ ritirato dal commercio nel 2008) solo negli organi periferici, senza pertanto agire sul cervello, il dimagrimento avviene ugualmente ma si eliminano gli effetti sulla psiche. “Il risultato segna un punto di svolta,” spiega Pagotto, “se i farmaci si dimostrano validi anche sull’uomo, il gioco è fatto.”

La posta in gioco non sono solo i chili di troppo di milioni di obesi , ma anche i numerosi seri problemi di salute strettamente legati all’obesità, quali diabete, pressione e colesterolo alti e, a lungo andare, infarto e ictus.

Carolina Braina