Marco Di VaioBOLOGNA, 6 APR. – Secondo i calcoli di mister Colomba mancano sei punti, ma a far più paura ai tifosi bolognesi è un possibile crollo fisico o il panico generale. Lo spogliatoio risponde che nulla di ciò accadrà e che la squadra si sente sicura delle proprie capacità. Un segnale importante è arrivato anche dalla società con il rinnovo del contatto al tecnico Colomba.

La corsa sarà sicuramente sull’Atalanta e a favorire i felsinei c’è anche un calendario migliore rispetto ai bergamaschi che culminerà con lo scontro diretto tra un mese allo stadio Atleti Azzurri.

Oltre all’Atalanta ci sono altre squadre da tenere d’occhio nella volata finale tra cui sia Siena e Livorno, che non si possono considerare già retrocesse, e Lazio e Udinese che non sono sicuramente già salve. Con diciotto punti in palio anche il Catania e il Chievo potrebbero ritrovarsi immischiati nella bagarre finale.

Colomba ha fissato il paletto a 41 punti, perché a 40 potrebbe salire anche l’Atalanta e a 40 pari andrebbe in serie B il Bologna per via degli scontri diretti. Il Bologna a 41 potrebbe arrivarci giocando in maniera aggressiva o centellinando i punti, cioè cercando due vittorie o sei pareggi, oppure con una via di mezzo una vittoria e tre pareggi. La corsa partirà da domenica quando al Dall’ara arriverà una Lazio alla disperata ricerca dei tre punti, in quanto nella successiva giornata di campionato affronterà nel derby una Roma in piena corsa scudetto. Successivamente ci saranno Udinese, Catania e Parma ai quali la divisione della posta in palio potrebbe non essere cosa sgradita e ciò porterebbe un finale gestibile e sereno.

È necessario ricominciare a correre perché un punto in cinque gare ricorda molto il passo retrocessione del 2005 (4 punti nelle ultime 9), come pure certi epiloghi di stagione dell’era Guidolin che ricordano che a rallentare troppo si rischia di fermarsi completante.

Paolo Pizzonia

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