Il Senatur in trionfo dopo il boom delle RegionaliROMA, 30 MAR. La Lega come Cartagine: Bossi, da moderno Annibale, si trova adesso alle porte di Roma. Se queste elezioni regionali lanciano un segnale è senza dubbio quello che la Lega amplia notevolemente il suo bacino elettorale e aumenta i suoi voti nell’Emilia rossa passando dal 5% al 13%, nelle Marche e in Toscana dove arriva al 6% e persino in Umbria dove supera l’Udc. La Lega riesce a moltiplicare i suoi voti in tutte le regioni del nord, in Lombardia dove passa dal 15% al 27%,in Piemonte dove al di là della vittoria di Cota raddoppia il suo bacino passando dall’otto e mezzo al 16% e in Liguria dove si passa dal 5 al 10%. Ma il vero strappo la Lega lo produce in Veneto dove il Carroccio trova le sue origini (lega venata 1983) e si evidenzia con il sorpasso al Pdl. Distacco di oltre dieci punti dopo che un anno fa, in occasione delle europee, tale sorpasso era stato sfiorato di un soffio 29,3 a 28,4 per il pdl.

In Veneto risalta anche l’affermazione numerica di Zaia, che ha stravinto con oltre il 60% delle preferenze, mentre Galan nelle precedenti occasioni non era andato mai sopra il 54,9. Il nuovo doge passa per un leghista anomalo, sempre pacato e mai sopra le righe, e come se non bastasse dice di ispirarsi all’imperatore Romano Adriano, che però nei giorni precedenti non ha risparmiato frecciatine al governatore uscente: “noi veneti abbiamo perso tempo in questi decenni perché comunque non abbiamo trovato un governo che desse ascolto” o “questo governo si sta meridionalizzando”. Sarà interessante vedere in futuro quali saranno i nuovi rapporti tra la Lega, che continua elezione dopo elezione ad avanzare, e il Pdl che rispetto alle precedenti elezioni perde voti, e sarà altresì interessante vedere quali saranno le future richieste dell’Annibale Bossi all’alleato Berlusconi. Aldilà delle frasi di convenienza (la lega e un alleato leale) Berlusconi fa bene a sentirsi preoccupato, perché con lo sfondamento di ieri sembra improbabile che il senatur non avanzi richieste e pretese fino ad arrivare a chiedere la poltrona della Moratti a palazzo marino.

Paolo Pizzonia

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