BOLOGNA, 20 MAR. – Complessivamente la somma di denaro pubblico utilizzato, secondo gli inquirenti, per fini personali in questi 12 viaggi ammonterebbe a circa 12mila euro. All’ex sindaco e’ stato contestato anche il reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a renderle mendaci all’autorita’ giudiziaria (art. 377 bis del codice penale) per le presunte pressioni esercitate sulla Cracchi ad indagini gia’ in corso.

Secondo la donna, Delbono le offri’ denaro per ammorbidire la sua versione durante gli interrogatori e le chiese anche la restituzione del bancomat, intestato a Mirko Divani consulente del Cup e amico dell’ex sindaco, usato per 4 anni e poi bloccato al termine della loro relazione. Durante le indagini preliminari Delbono si era difeso dicendo che le promesse all’ex compagna erano nate sempre da richieste di lei. I magistrati, dopo aver raccolto testimonianze e aver acquisito alcune carte (come i tabulati delle telefonate tra i due ex fidanzati) hanno invece ritenuto piu’ credibile la versione della Cracchi. “La difesa – scrivono in una nota congiunta i legali di Delbono, avvocati Gaetano Insolera e Paolo Trombetti – solo da questo momento, sara’ in grado di conoscere appieno gli elementi di prova a base dell’ accusa e la sostenibilita’ giuridica della stessa. Per questo motivo, considerata la mole dei documenti depositati, la difesa richiedera’ una proroga del termine. Intento del prof. Delbono – concludono – e’ quello di potere finalmente contribuire ad una equilibrata ricostruzione dei fatti secondo verita’ e in base alla loro reale entita'”.

L’avviso di fine indagine e’ stato notificato anche all’ex assessore comunale Luisa Lazzaroni per il reato di false dichiarazioni di fronte al pm e per concorso in induzione a non rendere dichiarazioni o a renderle mendaci all’autorita’ giudiziaria, lo stesso reato, quest’ultimo, contestato a Delbono.

AGI