RAVENNA, 22 FEB.Continuano senza sosta le ricerche di Melania La Mantia, 22enne originaria di Trapani, caporale in servizio al 46/o Reggimento Trasmissioni di Palermo, che dopo un lancio da un’altezza di circa 500 metri, non si è presentata al punto di raccolta. Il lancio era stato organizzato nell’aeroporto La Spreta nel ravennate, lungo via Dismano.

[ad#Redazione 200 x 200] Dopo l’allarme, lanciato alle 16.30 di sabato, immediate le ricerche. Gli uomini della Forestale e della Protezione civile, con unità cinofile, hanno perlustrato la zona della pineta di Cervia, affiancati dal personale della Capitaneria di Porto, che ha setacciato la zona costiera dalla foce dei Fiumi Uniti, sino a quella del Savio. Coinvolti anche i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, che hanno scandagliato le acque di un bacino, nei pressi di una cava, a circa 700 metri dall’aeroporto di La Spreta Infine, Polizia e Carabinieri hanno battuto palmo a palmo l’area di campagna nei pressi del punto dove era atteso l’atterraggio. Domenica pomeriggio si è svolto un vertice in Prefettura per il coordinamento delle attività di ricerca.

Dalle 6.15 di questa mattina i vigili del fuoco sono tornati a scandagliare la zona cava Ca’ Bianca e i laghetti che si trovano nell’area compresa tra la pista e via Fosso Ghiaia. Oltre alla squadra terra, operativi anche i sommozzatori di Ravenna, che si uniscono al reparto di Firenze, già attivo da ieri. Senza esito le indagini della notte. Tre le ipotesi sulla scomparsa di Melania: potrebbe essere finita nel lago vicino a La Spreta, andando a fondo con il paracadute ed i vestiti a farle da zavorra, oppure, potrebbe aver subito un trauma durante l’atterraggio ed essersi persa nella campagna ravennate, infine, ma è l’ipotesi meno plausibile, la paracadutista potrebbe essere rimasta ferita e immobilizzata dopo il lancio, in un punto ancora non identificato. Alcuni testimoni assicurano che la ragazza avrebbe toccato terra.

M. Cristina Reggini

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