BOLOGNA 10 FEBB. Dopo “La cena per farli conoscere” e “Il papà di Giovanna”, Pupi Avati completa la sua ‘trilogia sui padri’ con “Il figlio più piccolo”, da lui scritto e diretto. Ci ha raccontato un padre impenitente, Diego Abatantuono, ne “La cena per farli conoscere”, un padre protettivo, Silvio Orlando, ne “Il papà di Giovanna”, ora porta in scena il padre peggiore di tutti, interpretato da Christian De Sica, in un inedito ruolo drammatico, il suo primo della carriera. Nel cast grandi del cinema come Laura Morante e Luca Zingaretti e l’esordiente Nicola Nocella, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la direzione di Giancarlo Giannini. Il film che uscirà nelle sale cinematografiche il 19 febbraio è una commedia che fa divertire, ma anche riflettere, sulle miserie di un’Italia resa irriconoscibile dalle sue cattive abitudini e dalle tante furbizie.

[ad#Redazione 200 x 200] Il film, dice il regista, “presenta il padre più infame, più indecente della trilogia. Non ho mai fatto cinema di denuncia, ma il nostro presente è così indecente, e non parlo solo di politica, che anche un moderato come me insorge, con indignazione e urgenza”. Avati rivela: “Per questi ‘furbetti del quartierino’, ovviamente mi sono ispirato alla cronaca, ma in realtà sono partito dalle macerie di Bologna. L’Italia – prosegue il regista – è diventato un Paese di parole: serve meno vita pubblica, meno serate e convegni, bisogna stare a casa a scrivere.

Luca Zingaretti afferma:”Questi personaggi non sono immorali, ma amorali, perché non hanno la percezione di vivere fuori le regole e così possono far male più dei veri cattivi”

De Sica, riferendosi al regista ci confida: “Sono un attore astuto, ho fregato tanti registi, pure mio padre, ma Pupi no, non lo freghi”.

M. Cristina Reggini

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