BOLOGNA, 8 FEB. Il Bologna, arroccato in difesa, ha fermato un Milan troppo lento e prevedibile. Questa potrebbe essere, in due parole, la descrizione di una partita che solo nel secondo tempo ha regalato qualche emozione.

Scontata la tattica dei rossoblù, i quali, dovendo fare di necessità virtù, hanno messo in piedi un sistema finalizzato a bloccare tutte le azioni milaniste. Raggi su Ronaldinho, Lanna su Mancini, Portanova e Moras ad alternarsi su Borriello, e Mudingay a bloccare tutto e tutti davanti alla difesa. Ne è derivato un match lento, che ha visto Di Vaio, pericoloso un paio di volte nel primo tempo, fermato costantemente dalla bandierina del guardalinee nel secondo. D’altronde, il cannoniere romano è stato poco e male supportato dai suoi compagni. Gimenez ha provato qualche rapida ripartenza, ma è stato sostituito dopo l’intervallo da Adailton, data la poca incisività. Modesto e Buscè, impegnati nei raddoppi di marcatura sulle fasce laterali, hanno sostanzialmente boicottato la fase offensiva. Lo stesso dicasi per i due centrali di centrocampo, salvo due o tre incursioni di Guana.

Ad ogni modo non si poteva chiedere di fare il gioco ad una squadra molto più portata a distruggere che a costruire. Infatti è stato il Milan ad avere il pallino in mano per quasi tutta la partita, riuscendo, tuttavia, a rendersi pericoloso sporadicamente solo nel secondo tempo, per lo più su iniziative individuali. Così è arrivata la traversa di Ronaldinho dopo l’ennesimo tiro dalla bandierina, e allo stesso modo è giunto il legno colpito da Ambrosini, che con una zuccata stava per trasformare in rete un pregevole cross di Mancini dalla sinistra.

Troppo poco, insomma, per una squadra, che fino a due settimane fa sognava di agganciare l’Inter. Il Bologna ha sì chiuso bene gli spazi, mantenendo la formazione corta e compatta, ma il Milan, per scardinare tale ingranaggio, avrebbe dovuto alzare i ritmi, determinare sovrapposizioni continue ( soprattutto con i due terzini Abate e Antonini ) e tirare più spesso da fuori area. Non lo ha fatto, e ne ha approfittato un Bologna che, inanellando il quinto risultato utile consecutivo, ha incamerato un punto d’oro, intriso di sudore e sofferenza. Ora ne mancano quindici alla salvezza.

Antonio Del Prete