Elezioni BolognaBOLOGNA, 4 FEB. Roberto Maroni scioglie gli indugi: le elezioni comunali per Bologna non si terranno a marzo perchè “non ci sono, ai sensi di legge, i tempi necessari”.
D’altra parte “il Parlamento – ha aggiunto il ministro – è comunque sovrano e può sempre modificare la legge che regola la materia elettorale per consentire delle elezioni suppletive in primavera o in autunno”. Se così non sarà, secondo Maroni “si voterà nel 2011” e quindi “alla scadenza del termine previsto per la conferma delle dimissioni del sindaco di Bologna, cioe’ il 18 febbraio, nominerò il commissario che gestira’ il comune fino alle elezioni amministrative”.
La delusione più forte la vivono i cittadini bolognesi che avevano nell’ultima settimana fortemente sperato che il peggio potesse essere evitato. Tutto sommato rimangono invece soddisfatte le varie forze politiche in campo che, diciamoci la verità, sarebbero state quasi del tutto impreparate a gestire delle elezioni amministrative con poco più di un mese di preavviso.
Ed infatti il toto elezioni aveva regalato, solo negli ultimi giorni, colpi di scena degni del Grande Fratello tra Mazzuca candidato al 100% e Mazzuca a casa, Romano Prodi, “candidatura graditissima”, e Romano Prodi “nessuna richiesta ufficiale da parte del partito”.
La realtà è che il sentimento bipartisan che regna sovrano a Bologna è la paura: paura di perdere le elezioni. E allora, che abbia inizio il gioco dello scaricabarile: “Delbono si è dimesso troppo tardi”, anzi no, “E’ Maroni che non ha fatto tutto il possibile”. Bersani frena e poi accelera. Il Pdl dice no al commissariamento, ma forse sì.
E nessuno considera che la “palla” in campo, quella che rimpalla da una formazione all’altra, è una città che certamente non meritava un destino politico tanto infimo.

Giuliana Sias