caso NiagaraFERRARA, 03 FEBB. – Svolta nel caso Niagara, che vede la società estense oggetto di alcuni casi di concussione di funzionari del Noe, deputati a svolgere i controlli all’interno dell’azienda ferrarese che si occupa di trattamento rifiuti; la cosa è finita al vaglio dei magistrati che stanno conducendo un’inchiesta nei confronti dei marescialli dell’Arma Vito Tufariello e Sergio Amatiello, ed una terza persona che avrebbe agito da “intermediario”,

Dopo la chiusura del suo blog, nel quale aveva ricostruito la sua vicenda e quella della sua azienda pubblicando gli intercettazioni agli atti dell’inchiesta e per questo motivo oscurato dal tribunale di Ferrara, il legale rappresentante della Niagara srl ha deciso di rivolgersi alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Nella missiva Carretta lamenta di aver perso i suoi clienti, e che i due indagati siano tutt’ora libero e nell’esercizio delle loro funzioni, mentre la sua azienda ha subito un crollo del fatturato del 50%, in un’azienda con 30 dipendenti; tutto ciò per aver denunciato coloro che gli richiedevano dai 20 ai 40mila euro “per dargli pace”. “A volte mi chiedo se non fosse stato meglio pagare 20 o 30mila euro, piuttosto che perderne il doppio in questo modo”.

“Le vorrei chiedere – conclude la lettera – se ritiene che tutto ciò sia giusto e compatibile con uno stato di diritto e con la trasparenza e l’imparzialità che si devono sempre richiedere ed esigere dai pubblici uffici”.

Antonio Ricucci