Night Club BirikkinaCESENA 02 FEBB – Sono state ascoltate le spogliarelliste del night club Birikkina, nell’ambito di un’inchiesta che vede ora indagate cinque persone per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.

Una delle ballerine ascoltate oggi, Mirela Angela Otea, rumena, sostiene che lei e le sue “colleghe” facevano spogliarelli, lap dance e sfilavano tra i clienti per esortarli a ordinare da bere. «Però – spiega la donna – il cliente non poteva assolutamente spogliarsi. Nel caso in cui l’avesse fatto, e a me non è mai successo, avremmo dovuto chiamare il buttafuori». Il giudice Pescatore ha anche chiesto a Mirela se i clienti potevano esprimere subito la richiesta di uno strip tease privato o se dovessero aspettare la fne degli spettacoli. «Potevano anche farsi avanti subito – risponde Mirela – noi facevamo gli spettacoli di lap dance due o tre volte ciascuna ogni serata. Se una di noi era nel privé, c’era qualcun’altra a ballare».

Le altre spogliarelliste ascoltate oggi hanno parlato anche dei compensi: 50 euro a serata, il 50% di quello che i clienti pagavano per lo spettacolo in privé ( a partire da 60 euro per 10 minuti fino a 360 euro per un’ora), e anche il 50% dei soldi che i clienti infilavano nei loro slip. Tutte hanno voluto specificare che in alcune occasioni concedevano qualche bacio, ma le regole erano chiare: né loro né i clienti potevano spogliarsi e se qualcuno non rigava dritto, ci pensava il buttafuori.

«Se nel privé il cliente allungava le mani, io lo fermavo – racconta Niculina Popescu – Io, personalmente, non ho mai fatto atti sessuali. Se qualcuna delle mie colleghe lo ha fatto, è stato per sua spontanea volontà.» Era anche impossibile sapere cosa avvenisse, dicono, dal momento che nessuno poteva entrare nel privé senza un motivo.

I ruoli degli imputati sono stati delineati dall’ispettore Rossi e dall’agente Costa della Squadra Mobile di Forlì: Marco Stamabazzi faceva il buttafuori, Fabio Bertaccini si occupava della musica, Dario Stradaroli era il barista del locale di Cesena, Alex Belli, nipote del gestore Sergio Belli, aiutava lo zio in entrambi i locali (Cesena e Milano Marittima), Alejandro Colloca stava dietro alla cassa del locale di Milano Marittima. La prossima udienza si terrà il 22 febbraio.

Mara Monfregola