Romano ProdiBOLOGNA, 1 FEBB.Dimissioni di Delbono? I partititi impazzano. Al via le toto-candidature? Chi sarà mai il nuovo Sindaco? Molti i nomi in gioco. Per alcuni sembra certa la propria ascesa alla carica di Sindaco. Le voci del popolo tirano giù un po’ di nomi, si schierano chi da una parte e chi dall’altra. I dadi sembravano tratti ma, ahimé, sembrava tutto così facile e scontato.

Per chi già sognava di ritrovarsi, a breve, a vestire il ruolo di Sindaco, molto probabilmente aveva fatto i conti senza dell’oste. Ed ecco, da qualche giorno in qua, sentire nell’aria il nome di Prodi.

Nichi Vendola, appena ieri, al programma di Lucia Annunziata pronuncia il fatidico nome del Professore. Cosa succede! Quando tutto sembrava già fatto, il gioco si è ribaltato lasciando l’amaro in bocca di alcuni.

Prodi, però, continua a ribadire di non essere interessato alla candidatura per Palazzo D’Accursio. Nonostante ciò, Romano Prodi è vivo nel cuore dei bolognesi per la sua candidatura a Sindaco (e sicuramente per la sua elezione certa!). Nomi come gli intellettuali Stefano Bonaga e Carlo Lucarelli, imprenditori come Alberto Vacchi o l’allenatore del Bologna Franco Colomba bramano “un gesto d´amore per la città” da parte di Prodi.

A sostenere Prodi come sindaco è l’idea di una Bologna come, oramai, una città appassita, spaesata e decisamente desiderosa di un rilancio e di un rinnovamento. Troppe delusioni politiche in questi ultimi anni.

Sebbene Prodi rappresenta una speranza per la città Bologna, ancor di più lo è per il Pd secondo cui il Professore metterebbe tutti d´accordo.

Intanto, la sua portavoce Sandra Zampa dichiara che il Professore “ringrazia dell´affetto, ma non ha cambiato idea”. Centinaia i messaggi e le lettere che Prodi riceve ogni giorno. Il Professore, imbarazzato da tanto entusiasmo, risponde di voler stare fuori dalla politica attiva. Ieri a Pisa il funerale del fratello Giovanni scomparso a 85 anni.

Pier Luigi Bersani, Segretario Nazionale del Pd, lo ha telefonato per fargli le condoglianze e comunicargli che oggi sarà presente a Bologna per la direzione dei democratici.

Il centrodestra, nel dubbio della candidatura di Prodi, si prepara ad un braccio di ferro tra Pdl e Udc che potrebbe spingere il governo a non fare il decreto per votare in marzo anche a Bologna. Dopo il violento siluro di Guazzaloca alla candidatura di Giancarlo Mazzuca a Bologna, ieri Gasparri ha replicato che Mazzucca è un candidato vero e ha chiesto al partito di Casini di sostenerlo.

Filippo Berselli sostiene che “se si vota in marzo ci sono le condizioni per un´alleanza larga Pdl-Udc-Lega Nord e liste civiche che ha tutte le possibilità di vincere a Bologna a prescindere dal candidato. Noi stiamo su Mazzuca”. Per Berselli porte aperte anche per Gian Luca Galletti, se risultasse essere la giusta condizione per l´accordo con l´Udc.

 

Rita A. Cirelli